L’anno nero per i femminicidi

Coronavirus i contagi sono in aumento in tutta Italia.

E’ opinione ricorrente che guardare in continuazione il telegiornale o leggere le notizie sulla pandemia da coronavirus sia devastante per la nostra psiche, ci sono cose però che, purtroppo, non mutano mai. I governi cambiano nel giro di settimane ma gli uomini che non riescono ad accettare che le proprie ex compagne o mogli possono rifarsi una vita sono sempre lì, non se ne sono mai andati.

Stuprata in pieno giorno, il quartiere si ribella.

Uccisa in casa sua. L’ex marito indagato, forse aveva assoldato un sicario.

Si era già pagata il funerale.

Il 2020, complice la quarantena forzata, è stato un anno orribile per le violenze fra le mura domestiche. Non parliamo di violenze che poi sfociano in omicidi, quelli possono accadere sia a uomini che donne ma di femminicidi.

Da tempo quando si parla di violenze e femminicidi si infiammano gli spiriti di tutti, specialmente degli “ not all man” ( non tutti gli uomini).

Gli not all man sono quelli che quando si parla di violenza nei confronti delle donne ci tengono a spostare l’attenzione su di loro dicendo

“ Sì, ma non siamo tutti così, io non lo faccio” per poi non fare essenzialmente nulla! Invece di ascoltare e fare autocritica per capire che il cambiamento non può avvenire discolpandosi ma solo agendo per cambiare quel tipo di sistema. Quando non fai determinate cose non c’è bisogno di ribadire che tu non le faccia, perché alla soluzione del problema non apporti nessun tipo di beneficio.

(Segnaliamo l’iniziativa svoltasi a Roma pochi giorni fa. A noi non è dispiaciuta per niente e forse qualcosa si sta smuovendo.)

La Treccani ( non noi eh ) definisce il femminicido così:

femminicidio (feminicidio), s. m. Uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale.

In parole semplici: uccidere una donna per strada mentre le rubi la borsa o in un incidente stradale non è la stessa cosa di quando decidi volutamente che la tua ex non possa più vivere se non sta con te. La persona non è più una persona dunque, decidi di toglierle lo status di essere umano scegliendo per lei.

Abbiamo deciso di usare parole crude ma forse le uniche che possono far comprendere la gravità di quello che accade intorno a noi quasi quotidianamente.

Purtroppo i dati parlano chiaro:

6 mesi fa Repubblica citava i dati del Servizio analisi criminale interforze i quali affermavano che nei primi 6 mesi dell’anno il totale degli omicidi volontari era calato ma il numero di donne uccise era salito da 56 a 59 e che nemmeno il coronavirus aveva fermato i femminicidi a dispetto invece dei restanti reati che avevano subito un brusco calo.

La situazione non è cambiata di una virgola col l’anno nuovo anzi ad oggi, denuncia l’associazione transfemminista che guida lo sciopero globale delle donne Non una di Meno, di quanto sia insopportabile il silenzio sul susseguirsi di femminicidi in Italia, 15 donne uccise in nemmeno due mesi. L’ultima uccisa ad accettate dall’ex marito allontanato da casa per maltrattamenti.

In questa giornata che qualcuno ancora vuole chiamare “festa” li abbiamo cercati tutti i nomi di queste donne per rendergli lo status di persone.

Postilla per i giornalisti: la smettiamo di chiamarlo “ raptus d’amore o gelosia d’amore ” ?Con queste cose l’amore non centra niente. Onorare il vostro tesserino con parole corrette non farà di voi giornalisti meno affermati ma, solo più consapevoli che le parole contano e che anche da lì dobbiamo ripartire invertendo totalmente la rotta.

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