Rompiamo il silenzio! Intervista a Break The Silence

Navigando su Instagram una sera ci siamo imbattuti in una neonata pagina, di cui ci colpisce subito il nome.

Break The Silence

Iniziamo a guardare le stories che pubblicano e quello che suscita è veramente una rottura, un ” basta adesso rompiamo il silenzio e parliamo noi “.

Le stories sono un susseguirsi di testimonianze di episodi di violenza verbale, psicologica e fisica vissuta da chiunque, per strada, sui mezzi pubblici, di notte o in pieno giorno, sul luogo di lavoro. Letteralmente in qualsiasi luogo.

Decidiamo di metterci in contatto subito con chi gestisce la pagina, perché queste testimonianze, ancora una volta, ci hanno spinto a fare da tramite, a informare e rubando metaforicamente le parole a queste ragazze, a rompere il silenzio.

Come nasce e perché nasce “Break the Silence”? 

Il progetto è nato da un episodio: venerdì sera Mariachiara Cataldo, ideatrice del gruppo, è uscita con delle amiche e si è sentita rivolgere parole molto spiacevoli e sessualmente offensive da parte di un gruppo di ragazzi. Dopodiché decide di sfogare la sua rabbia sui social, provocando un effetto a catena: moltissime ragazze hanno risposto al suo appello condividendo le proprie storie. Così l’idea ha preso forma, e in due giorni sono arrivate moltissime testimonianze sul profilo privato di Mariachiara, che a questo punto ha deciso di creare una pagina insieme a tre amiche e sostenitrici del progetto, Francesca Penotti, Francesca Sapey e Giulia Chinigò, chiamato @breakthesilence_ita. Siamo tutte e quattro studentesse universitarie, classe 1997.

Perché proprio questo nome? È un termine molto forte e carico di significato; cosa volevate trasmettere? 

Sicuramente l’espressione è forte, ma vuole essere veicolo di un concetto dirompente: è necessario smettere di rimanere zitti e rompere il silenzio. Ciò che combattiamo è l’indifferenza dilagante nei confronti di atteggiamenti violenti, spesso ritenuti normali nella nostra società e per questo presi sotto gamba.

Qual è l’obiettivo di questo progetto?

L’obiettivo del progetto è di sensibilizzare la maggior parte delle persone che riusciamo a raggiungere; dopodiché abbiamo già preso contatti con specialisti nel campo, così da poter aiutare concretamente tutte le vittime di violenza, sia essa verbale, psicologica o fisica.

Infine, abbiamo visto nelle vostre stories che avete intenzione di scrivere un libro raccolta con tutti i post che ricevete, per poi diffonderlo nelle scuole. Questa idea perché nasce e perché proprio nelle scuole? 

Per ora sono solo idee, siamo in fase di progettazione; però i due progetti sono stati pensati separatamente. Da un lato ci piacerebbe raccogliere le testimonianze ricevute in un libro, per far sì che queste voci non vadano perdute, ma rimangano nel tempo; dall’ altro vorremmo da Settembre riuscire a portare il progetto a scuola, ed “educare” e sensibilizzare i ragazzi, cosicché queste esperienze non cadano nell’ indifferenza.

Vi invitiamo a seguire questo progetto e tutte le sue iniziative e concludendo vi chiediamo…

Rompiamo il silenzio ragazz* ?

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI A LO STAGISTA PARLANTE AI SENSI DELLA LEGGE 248/2000 DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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