Una chiacchierata con Genì: cristiano, uomo sposato e… omosessuale.

Dopo l’ approvazione del DDL Cirinnà in Italia moltissime coppie omosessuali hanno potuto finalmente coronare il loro sogno e unirsi civilmente in matrimonio .

Come altri anche Genì e Calogero questa estate hanno fatto “il grande passo” diventando così la prima coppia omosessuale a sposarsi nella città di Agrigento, in Sicilia.


Sono riuscita a mettermi in contatto con Genì e a porgli qualche domanda, una breve ma, coincisa intervista che tocca i punti salienti di una realtà che il nostro paese negli ultimi anni ha dovuto affrontare, sia nelle aule del nostro Parlamento sia fuori, per le strade e nei dibattiti televisivi. Quindi, cosa c’è di meglio che parlare direttamente con chi tutto questo l’ha vissuto e lo vive?

La cosa che più mi ha colpita della storia di Genì è il suo passato da seminarista. Il mondo della fede che si incrocia con ciò che ancora oggi, una parte della Chiesa, ritiene innaturale e immorale: l’ omosessualità.

Grazie alla legge Cirinnà, tu e il tuo compagno siete stati i primi a unirvi civilmente nella città di Agrigento. Com’è stato l’ impatto con la cittadina, la vostra unione ha suscitato critiche omofobe o è stato vissuto il tutto come qualsiasi altro matrimonio?

– Premetto che il nostro matrimonio è stato organizzato in solo 45 giorni, dopo aver scelto l’abito da cerimonia siamo andati al Comune per inoltrare i documenti attestanti la nostra unione. Dopo uno stupore iniziale ed un certo dubbio, sono partite le procedure per le pubblicazioni. La stessa reazione di stupore l’abbiamo avvertita fuori dal palazzo della città e nell’ annunciare questa decisione ai nostri parenti, amici e conoscenti. Reazioni omofobe le abbiamo ricevute da alcune persone a noi vicine, in particolare un nostro amico che ci ha cancellato anche dagli amici di Facebook! Alcuni amici della parocchia che frequentiamo, con cui ci lega anche un’ amicizia importante accettavano ma non condividevano ma, ho notato che il nostro rapporto è completamente cambiato; sono diventati distanti e più freddi nei nostri confronti.

Riguardo proprio l’ omofobia, credi che il nostro ordinamento dovrebbe finalmente dotarsi di una legge che la contrasti?

Riguardo l’omofobia credo che lo Stato ha il dovere di tutelare ogni suo cittadino chiunque egli sia senza distinzione di razza, sesso, colore o religione. Nei casi in cui è necessario bisogna prendere dei provvedimenti per coloro che discriminano o compiono abuso di potere sui più deboli, come una  persona discriminata perchè omosessuale.

Il tuo passato da seminarista, mi fa sorgere una domanda: la tua sessualità ti ha allontanato dalla tua fede o è l’istituzione della Chiesa cattolica, ancora restia e chiusa all’ omosessualità, ad averti allontanato?

La mia sessualità non mi ha fatto allontanare dalla Chiesa e dal mio credo in Cristo. Per il seminario non è un problema esternare la propria sessualità, la castità vale per tutti, per etero o gay. Noto comunque dei piccoli cambiamenti o piccole aperture…

Pensi che la figura di Papa Francesco possa aver mutato qualcosa all’ interno di questa Chiesa ancora rigida?

Noto delle piccole aperture nei confronti degli omosessuali grazie anche a Papa Francesco e a tanti altri prelati e  fedeli che lottano per questo cambiamento ma, di concreto ancora non c’è niente. Mi auguro che la Chiesa si apra al più presto nei confronti delle coppie gay, è triste pensare e affermare che questa natura è fuori dai piani di Dio, facendo sentire un omosessuale figlio di nessuno.

Infine, se un giorno vorrai avere un figlio, pensi che il nostro Paese sia pronto culturalmente ad accettare come normalità questi nuovi nuclei familiari? Pensi che il nostro stato sia in grado di tutelare i diritti di questi figli che già esistono e che, con la mancata approvazione della StepChild Adoption, sono ritenuti figli di serie B?

Per quanto riguardo lo Stato nei confronti delle famiglie arcobaleno secondo il mio modesto parere deve, anzi, ha l’ obbligo e il dovere di tutelare ogni suo cittadino e di conseguenza anche i figli delle coppie omosessuali. L’ Italia sarà pronta quando lo Stato farà il suo dovere, quello di tutelare chiunque, anche le famiglie arcobaleno.

Ringrazio Genì per avermi concesso questa chiacchierata e dopo avergli chiesto di mandarmi una foto del loro matrimonio mi fa scoprire che dietro di loro vi sono raffigurati due uomini che si amano. Sorte vuole che sia la raffigurazione di un episodio biblico, il profondo amore che legò Gionata figlio maggiore del Re Saul, a Davide il futuro Re di Israele.

Come esperta di Parità e Diritti ho sempre sostenuto che bisogna parlare e confrontarsi con chi vive in prima persona determinate realtà che non appartengono al proprio vissuto personale, ed essendo io eterosessuale molte volte tendo a dare per assodati o per scontati alcuni miei diritti ma, devo e dovete sempre tenere a mente che ciò che è scontato per noi, fino a poco tempo fa per Genì e Calogero, come molti altri, non lo era.



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