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Complimenti o catcalling? Le insidie di questo fenomeno

Catcalling. Oggi vi parlerò di questo fenomeno che inconsciamente conosciamo ma,  essendo così radicato nella nostra cultura passa come una normalità, un fenomeno che c’è sempre stato e quindi, impossibile da sdradicare.

Ma, ahimè, c’è ben poco di normale nel catcalling. In italiano la parola vuol dire “un fischio rumoroso  o un commento di natura sessuale rivolto da un uomo ad una donna di passaggio”.



Quindi, quello che  subito ci richiama alla mente, è l’insieme di appellativi che gli uomini usano nei confronti delle donne quando sono fuori casa: alla fermata dell’autobus, mentre camminano, in metro, in stazione, in un parco, alle 10 del mattino alle 14 del pomeriggio, alle 23 di sera o alle 04 di notte.

Il catcalling può accadere dovunque e a chiunque, in qualsiasi orario del giorno..non centra con l’eta delle donne, che va dalla pubertà in poi o l’etnia dell’uomo e , non centra come siamo vestite.

Il nostro corpo in strada è in balia di tutto questo, sia se portiamo una minigonna sia se portiamo dei pantaloni; questa è una realtà che mi appartiene e che, credo accomuni molte di voi che in questo momento state leggendo.

Gli epiteti ” Ciao bella!” o “Che belle tette che hai ” nell’immaginario dell’uomo che li pronuncia, fa credere che le donne siano contente e appagate di ricevere questa specie di “complimenti” i quali invece ricevono o un vaffanculo dalle più coraggiose o, il passo più svelto per paura di una violenza fisica successiva.

Il catcalling non ha niente a che vedere con lo scambio di complimenti tra un uomo e una donna, come un ” ti trovo molto carina/o“, espresso con rispetto da entrambe le parti in una situazione privata; bisogna solo capire quando il complimento sfocia in una molestia.

Perchè, l’urlare per la strada come se il corpo delle donne sia una mera esposizione per il piacere sessuale maschile, è una molestia.

Una molestia che ha che fare ancora una volta con la cultura profondamente maschilista di questo paese. Uomini che trattano le donne come carne da macello e che finiscono inquadrati nel solo ruolo di ” maschio alpha” perchè così impone la cultura patriarcale.

Nonostante questo immaginario, del tutto falsato, ricevere questi complimenti non provocherà in noi piacere ma, disagio, rabbia e a volte sensi di colpa ” se mi fossi coperta di più, quell’uomo non mi avrebbe detto nulla”.






Questa “normalità” può essere sovvertita solo con l’ educazione. Un’ educazione che insegni alle donne a uscire di casa libere di vestirsi come più le aggrada, in piena libertà del proprio corpo senza accettare passivamente questi “complimenti” ma ribellandosi, situazione che potrà avverarsi anche quando gli uomini impareranno a non imporre la loro forza psicologica e fisica sulle donne, quando incominceranno a considerarle in primis persone libere prima di considerarle come tette o gambe in funzione del loro membro sessuale.

Vi lascio con un video girato per le strade di Napoli da FanPage.It ; un attrice che rappresenta tutte noi, in una qualsiasi giornata.





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